Va bene gli arresti, ma fa freddo, c’è Sanremo e se ne va il Papa

All’intrusione di arresti eccellenti e scandali finanziari si era fatta l’abitudine, nelle campagne elettorali. Ma ora le variabili sono mostruosamente atipiche: fa freddo, c’è il Festival di Sanremo, si è pure dimesso il Papa. Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scivolano in fondo alla scaletta, la campagna elettorale sembra già finita, sprofondata nelle pagine interne dei giornali, nei recessi più oscuri dei siti internet e nei servizi di coda in televisione, tra il tg “bau” e quello “miao”, dopo le immagini della signora Elsa Monti che acquista una ciotola e dei croccantini per il cane Empy.
12 FEB 13
Ultimo aggiornamento: 22:29 | 10 AGO 20
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All’intrusione di arresti eccellenti e scandali finanziari si era fatta l’abitudine, nelle campagne elettorali. Ma ora le variabili sono mostruosamente atipiche: fa freddo, c’è il Festival di Sanremo, si è pure dimesso il Papa. Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scivolano in fondo alla scaletta, la campagna elettorale sembra già finita, sprofondata nelle pagine interne dei giornali, nei recessi più oscuri dei siti internet e nei servizi di coda in televisione, tra il tg “bau” e quello “miao”, dopo le immagini della signora Elsa Monti che acquista una ciotola e dei croccantini per il cane Empy. Come dice Carlo Freccero, che di televisione e comunicazione in genere se ne intende: “Hanno pure arrestato il presidente di Finmeccanica, Orsi. Vedrete che di elezioni qui non se ne parlerà più, o quasi. Domenica 25 febbraio, quando si voterà, si gioca a Milano il derby Milan-Inter. Figurarsi. E Benedetto XVI quello stesso giorno, quella fatidica domenica 25, pronuncerà il suo ultimo e storico Angelus a piazza San Pietro. Addio elezioni. Chissà se si sapranno almeno i risultati”. Certo Freccero ha il gusto del paradosso, esagera, ma il fenomeno “oscuramento” per le elezioni esiste e interessa ovviamente molto anche il Palazzo della politica e i tanti professionisti dell’indotto. I sondaggisti, per esempio, sostengono che l’effetto complessivo (Papa+Sanremo+scandalo Finmeccanica) favorisca Mario Monti, il premier uscente. “La strana situazione premia le forze inerziali”, dicono. “E penalizza i partiti più piccoli e meno conosciuti”, dice Antonio Noto di Ipr Marketing.
C’è pure, inevitabilmente (è carattere nazionale), anche chi vede complotti. “Il Papa si dimette due settimane prima delle elezioni con la coalizione di Monti in discesa, cosa c’è dietro?”, ha twittato la surreale Loretta Napoleoni, blogger simpatizzante di Beppe Grillo, “bestselling author”, una dei “massimi esperti di economia internazionale”, come si legge nella sua (auto)biografia sul Web. Eppure la cosa è abbastanza seria, partiti e leader politici sono preoccupati dal groviglio che stritola la campagna elettorale. “Il più penalizzato è Berlusconi”, dice sempre Freccero (anche se il sondaggista Noto invece sostiene il contrario). “La dieta mediatica è tale che il Cavaliere non ha più spazio per sparare cazzate – dice Freccero – Berlusconi è stato fortunato a lanciare molte bombe prima del passo indietro del Papa. Tutto sommato gli è andata bene, è riuscito a dire in tempo sia ‘condono tombale’ sia ‘risarcimento dell’Imu’”. Ma non è solo Freccero ad essere di questa idea. Pare che Silvio Berlusconi sia davvero tormentato: è lui, il Cavaliere, l’attore impegnato nella rincorsa elettorale. Come dice il professor Roberto D’Alimonte, il politologo che ne ha scritto sul Sole 24 Ore, “se vuole sul serio pareggiare Berlusconi ha ancora 6,6 punti da recuperare su Pier Luigi Bersani”. Operazione complicatissima: quasi sette punti percentuali in una sola settimana (“sette punti li ha recuperati in due mesi”, sostiene D’Alimonte). Rincorda difficile anche per un campione come Berlusconi, il mattatore oscurato dal Festival di Sanremo e dallo scoop millenario delle dimissioni del Pontefice.